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04 giugno 2018 • 15:54 • Scritto da Adriano Ercolani

Volto di donne: Tully e Life of the Party

Se in sala vi capiterà di vedere Tully e Life of the Party, non riuscirete a dimenticare facilmente queste due fragili, umane, commoventi eroine di tutti i giorni...
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In un momento – finalmente arrivato! – in cui il cinema e più in generale l’industria dello spettacolo stanno radicalmente ridiscutendo la figura femminile, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro sono usciti in America due film che parlano dell’essere donna con verità e coraggio. Tully di Jason Reitman e Life of the Party di Ben Falcone sono due opere diverse tra loro soprattutto per il tono – la seconda è dichiaratamente una commedia – ma accomunate dalla capacità di dipingere ritratti femminili non stereotipati e soprattutto dotati di spessore umano e psicologico.

Tully racconta di Marlo (Charlize Theron), madre di due bambini con un terzo in imminente arrivo la quale si trova quasi suo malgrado ad aver bisogno di una tata notturna per riuscire a sopravvivere alle fatiche del quotidiano. Life of the Party mette invece in scena la parabola dolceamara di Deanna (Melissa McCarthy), che dopo aver accompagnato sua figlia al college viene improvvisamente abbandonata dal marito. Per dare un nuovo senso alla sua vita la donna sceglie di iscriversi nuovamente al college con sua figlia e completare gli studi che aveva abbandonato decenni prima.

La forza emotiva principale di Tully e Life of the Party sta nella rappresentazione realistica e non scontata della vita di tutti i giorni, dello sforzo psicologico e umano che le due protagoniste devono produrre per trovare la rispettiva felicità, o almeno un equilibrio che le definisca come individui. Il film di Reitman e quello di Falcone non mettono in scena eroine pronte a dar battaglia al sesso (cosiddetto) forte, non propongono scene-madre che cambiano radicalmente lo stato dei personaggi. Al contrario scelgono di dare valore al gesto quotidiano, legittimano e abbracciano la figura femminile nelle sue imperfezioni come nella sua forza. Se è a nostro avviso importante portare al cinema ritratti di donna “forti”, capaci di tenere testa a chiunque e a ogni situazione in un cinecomic come Wonder Woman o in un dramma a tinte forti come Tre manifesti a Ebbing, Missouri – solo per citare gli esempi di cinema “al femminile” più acclamati degli ultimi tempi – allo stesso modo anche raffigurare le debolezze e la fragilità dell’essere donna e madre oggi non può che stimolare il pubblico a una visione sempre meno stereotipata.

Marlo fatica ad arrivare a fine giornata, stremata dall’accudire i suoi figli e mandare avanti la baracca: Charlize Theron è semplicemente perfetta nell’esprimere la muta, quotidiana rassegnazione del suo personaggio, e per questo è tanto più commovente quando riesce a rendere veri, importanti gesti semplici come cambiare un pannolino o preparare un pasto. Deanna ha sacrificato i suoi sogni alla famiglia, e quando decide di rimettersi in gioco sceglie le armi che l’hanno supportata per una vita: senso comune, saggezza, positività, spirito pratico. Melissa McCarthy si rivela addirittura sorprendente nel costruite pezzo dopo pezzo una donna che ritrova se stessa senza snaturarsi, senza cambiare pelle ma riaffermando invece la propria individualità semplicemente sopita. Non sono eroine, non sono guerriere, non sono spinte da un fuoco interno indomabile.

Marlo e Deanna sono donne che potremmo incontrare per strada, esseri umani a tutto tondo nella loro finitezza, forse addirittura nella loro semplicità. Eppure a un occhio attento e sensibile riescono a imporsi nella memoria emotiva con pieno merito. Se in sala vi capiterà di vedere Tully e Life of the Party, non riuscirete a dimenticare facilmente queste due fragili, umane, commoventi eroine di tutti i giorni…

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