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03 giugno 2018 • 20:00 • Scritto da Marlen Vazzoler

Slender Man – Scontro tra la Sony e i produttori sulla distribuzione

Scontro tra Sony e i produttori di Slender Man sulla strategia di uscita del film nelle sale
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I diritti di distribuzione della pellicola horror Slender Man sono all’asta a causa di un acceso disaccordo tra i produttori del film e la Sony Pictures in merito alla strategia di marketing della pellicola che dovrebbe arrivare nelle sale americane ad agosto.

Secondo due fonti interne di Variety per la Sony si tratta di una pellicola a basso budget, tipo i film della Blumhouse, mentre per i produttori tra cui William Sherak e James Vanderbilt hanno più fiducia nelle pellicola e stanno spingendo per una distribuzione su un numero maggiore di schermi, e questo si tradurre in una spesa maggiore che la Sony non sembra esser disposta a spendere.

A questo punto i produttori hanno fatto leva su una clausola sul loro contratto che gli permette di sollecitare delle offerte maggiori ed hanno già mostrato Slender Man a diversi studio, tra cui Netflix e Amazon, ma dopo aver visto la pellicola quasi completa alcune compagnie rimangono scettiche sul potenziale commerciale del film.

Si tratta di un casa alquanto raro, provare a vendere la pellicola in un periodo di tempo così vicino alla sua uscita nelle sale. E se troveranno un compratore, dovrà pagare la Sony per il marketing già attuato.

Inoltre secondo un’altra fonte i piani alti dello studio sono preoccupati dalle reazioni sui social media, questo perché l’uomo nero creato nel 2009 durante una gara online, si dice che abbia ispirato due dodicenni a pugnalare 19 volte l’amico Payton Leutner. Il giovane è sopravvissuto, e le ragazze sono state istituzionalizzate.

Il padre di una delle due ragazze ha criticato il film e alcuni cinema vicini al luogo in cui c’è stato l’accoltellamento in Wisconsin hanno detto che non mostreranno la pellicola. Online è stata lanciata una petizione per il ritiro di Slender Man, che ha già raggiunto 19000 firme. Alla Sony si teme che con l’approcciarsi della data di uscita il contraccolpo si intensificherà sebbene la pellicola non faccia riferimento al fatto di cronaca. E questo potrebbe essere una delle fonti di disaccordo.

Sei produttori non troveranno uno studio, la Sony potrà andare avanti con la distribuzione del film prevista per il 24 agosto.

Fonte Variety

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